SIMBOLISMO CROMATICO IN "CAROL" | ARTE E TV

Esci dal cinema. Cosa ti è piaciuto del film?

Banalmente finisci col dare le solite risposte di repertorio, come se non fossi stato abbastanza attento da notare quell’elemento di sfondo che un ruolo ce l’ha, e senza che te renda conto influenza fortemente la tua esperienza del film.


La palette cromatica, ovvero la gamma di tonalità predominanti che stabilisce l’atmosfera generale di un film, viene attentamente scelta in base alle emozioni che i registi intendono suscitare nel pubblico. Infatti studi psicologici sostengono che ogni colore provochi una reazione emotiva diversa.

Il gioco cromatico in Carol, film di Todd Haynes del 2015 tratto dal romanzo The Price of Salt di Patricia Highsmith, ruota intorno alle due protagoniste e ci ipnotizza impercettibilmente, tanto delicato e sottile è il passaggio da una tonalità all’altra.


I due colori chiave del film sono il verde e il rosso, colori complementari.

Da un lato abbiamo Therese Belivet (Rooney Mara), giovane commessa in un negozio di giocattoli e aspirante fotografa. Therese è giovane, ancora alla ricerca della propria identità. Deve conoscersi, capirsi.

Il verde è simbolo della natura primordiale, di una fase embrionale in cui ancora nulla è formato, di un fiore non schiuso, d’incertezza e inesperienza. Questa tonalità è spesso presente nelle scene di Therese, in linea con la sua giovinezza e i mille dubbi che questa porta.



Dall’altro abbiamo Carol Aird (Cate Blanchett), un’elegante e ricca donna che lotta interiormente per rientrare nel ruolo sociale di moglie di Harge e madre di Rindy. La società puritana dell’America degli anni ‘50 vede l’omosessualità come disturbo della personalità e Carol deve costantemente reprimere la sua vera natura.

Tra le due si instaura subito un magnetismo ben visibile nei loro sguardi.

A Carol viene associato il colore rosso, simbolo di maturità, di apertura verso l'esterno, dell’eros, dell’amore e della passione travolgente. Così come del pericolo: il pericolo di esplorare quel sentimento che finirà per legare le due donne in una società che non lo accetta.



In molte sequenze i due colori si fanno reciprocamente spazio in una compresenza che ammicca all’imminente fusione dei loro destini. Essendo ambientato durante il periodo natalizio, i dettagli rossi delle decorazioni non possono mancare, e la decisione di inserirli in inquadrature tinte di verde sembra quasi suggerirci che il pensiero di Carol si stia lentamente facendo strada nella mente di Therese.



Allo stesso modo il verde entra nella vita di Carol. Nell'inquadratura del trenino elettrico comprato per Rindy, c'è il vagone rosso che sfreccia sulla piattaforma verde: metaforicamente parlando, il vagone potrebbe essere Carol che, attratta dalla giovane, si avventura in un mondo di incertezze, non inconsapevole delle difficoltà della sua scelta. Inoltre la vediamo indossare un cardigan verde in un litigio col marito Harge che, ancora innamorato, non accetta la natura segreta della moglie.



Notiamo parallelismi strabilianti, come se pian piano l’una si identificasse sempre di più con l’altra in un ribaltamento dei colori iniziali. Therese fa sempre più suo il colore rosso: il sentimento per Carol la rende più consapevole di se stessa e di ciò che vuole. Si trasforma da ragazza insicura a una giovane Carol, e ottiene il lavoro da fotografa che tanto sognava.

Al contrario, Carol sembra sprofondare in un malinconico verde dopo aver abbandonato Therese per non perdere la custodia di Rindy: ciò che prova per la giovane l’ha messa in una posizione di debolezza e vulnerabilità. Ed è tramite questa variazione cromatica che vediamo vacillare per la prima volta il suo personaggio, che fino a quel momento è sempre stato avvolto da un alone di risolutezza e imperturbabilità.



Merita attenzione anche l’utilizzo del blu, sintomo di freddezza e malinconia, impiegato come preludio o conseguenza di un evento negativo. Blu sono i vestiti di entrambe la sera che un litigio tra Carol e Harge costringe la mortificata Therese a tornare a casa da sola; blu è il momento in cui Therese comunica al fidanzato che lei e Carol sarebbero partite per un viaggio e lui cerca di dissuaderla prevedendo che non sarebbe finita bene tra le due; blu è l’incontro in un motel con un ragazzo, poi rivelatosi una spia mandata da Harge per raccogliere prove dell’omosessualità della moglie e ottenere la custodia della figlia; blu è la reazione di Therese alla lettera di addio di Carol.



Verso la fine, Carol capisce che non può vivere nello stato di repressione a cui si è sottomessa per paura di perdere Rindy. Negozia un accordo di custodia della figlia, confessa i suoi sentimenti a Therese, e le dà appuntamento. Presentarsi vorrebbe dire ti perdono e ti amo anch’io. La giovane Therese, ancora indecisa, si reca invece a una festa ma l’atmosfera – un verde claustrofobico che denota un’involuzione interiore del suo personaggio – la dice lunga sul suo stato emotivo. Therese è cambiata e decide di non rinunciare a ciò che desidera. Perciò va all’appuntamento.



Haynes sa bene con quale colore terminare la storia e ci regala un lieto fine in rosso, per cui le due donne si scrutano e si lasciano andare a uno sguardo caldo e avvolgente, uno sguardo che, senza bisogno di dire niente, ci parla del loro amore.

Articolo di Noemi Pagliardini

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