LETTERE D'AMORE E DISAMORE | ARTE E ATTUALITÀ

Tra opere letterarie, poesie e canzoni, scrittori e cantautori di tutto il globo sono ormai abituati a dar voce e condividere pubblicamente il loro amore per un qualcuno che spesse volte viene lasciato nell’anonimato, una figura evanescente che rimane vaga affinché tutti noi possiamo riconoscervi l’amore della nostra vita e sentirci vicini al sentimento dell’artista.


Ancor più interessante è vedere quelle forme di confessione più dirette, lettere d’amore e talvolta disamore – in cui tutta l’umanità del mittente viene alla luce e non c’è l’artificio dell’abbellimento per un vasto pubblico, perché il solo destinatario è il cuore dell’amato o dell’amata.


“Mi sono meravigliato che gli uomini possano morire martiri per la loro Religione. Ora non più. Potrei essere un martire per la mia religione – l’amore – potrei morire per questo. Potrei morire per te. Il mio credo è l’amore e tu sei il mio unico dogma” - John Keats a Fanny Brawne.

Serpeggia poesia anche nell’intimità di queste righe. Sebbene Keats descriva il proprio sentimento seguendo i canoni letterari del Romanticismo – l’amore inteso come passione travolgente e logorante –, qua trapela la spontaneità della confessione, di rendersi un vulnerabile credente, più umano di quanto appaia dietro i suoi celebri versi rifiniti.


“Non sono più riuscito a chiudere la bocca da quando l’hai baciata. Il pensiero che potresti baciarla di nuovo non lascia la mia testa, che non è riuscita a non pensarti prima di qualsiasi bacio. La prospettiva di quei baci sembra avvolgermi come quando scivoli sulle scale e batti la schiena su un gradino. L’idea che continuino mi eccita a un livello a me sconosciuto” - Alex Turner ad Alexa Chung.

Sarebbe banale spiegare perché queste righe in cui è racchiusa la reazione fisica e mentale provocata dal bacio dell'amata giri ancora oggi per il web come emblema di un sogno d’amore per cui struggersi. Parliamo quindi della storia di questa lettera che sembra estrapolata da un film romantico degli anni 2000: la Chung l’avrebbe dimenticata in un bar, dove sarebbe stata ritrovata da un fan degli Arctic Monkeys – gruppo in cui Turner è frontman – che l’ha poi resa pubblica.


Ma quando veniamo a sapere che il fidanzamento con Fanny è stato stroncato dalla morte del poeta venticinquenne per tubercolosi, e che per quanto i baci di Alexa fossero soprannaturali ormai la storia con Turner è ormai roba vecchia, ci rendiamo conto che non esistono idilli: ogni storia deve affrontare le sfide e gli ostacoli che la vita le presenta. E quanto più tali storie si discostano dall'idea di un rapporto perfetto che è solito germogliare nelle menti degli innamorati dell'amore, tanto più reali e vicine a noi le sentiamo.


“Non posso più combattere. Devo tutta la felicità della mia vita a te. Sei stato completamente paziente con me e incredibilmente buono. Se qualcuno avesse potuto salvarmi, saresti stato tu. Non credo che due persone possano essere state più felici di quanto lo siamo stati noi” - Virginia Woolf al marito Leonard.

Ecco il triste epilogo di un amore tormentato dalla malattia. La scrittrice, intrappolata nella sua depressione e convinta di essere un fardello per l’amato, lo ringrazia per essere stato sempre al suo fianco prima di togliersi la vita. In queste semplici parole di addio al marito, in mezzo a tanta rassegnazione spicca un sincero altruismo verso colui che non l'aveva mai abbandonata nonostante le difficoltà.


E parlando di addii, non si può non menzionare un'altra famosa lettera, stavolta legata al mondo del cantautorato:


“Siamo giunti al tempo in cui siamo talmente vecchi che i nostri corpi cadono a pezzi e penso che molto presto ti seguirò. Sappi che ti sono alle spalle, così vicino che se tendi una mano riuscirai a prendere la mia. Ti ho sempre amata, non ho bisogno di dire altro, voglio solo augurarti buon viaggio. Addio vecchia amica, amore eterno, ci si vede più in là” - Leonard Cohen a Marianne Ihlen.

Un addio breve, asciutto, alla compagna ormai sul letto di morte per una leucemia. Qua non c'è rassegnazione, se non una sarcastica presa di coscienza di un destino che ci accomuna tutti: la morte non è altro che una soglia da varcare. Presto si ricongiungeranno e anche se i loro cuori non batteranno più, continueranno ad essere legati da quel sentimento che li ha uniti in vita.


L'amore ha tante sfumature e intensità. Anche negli amori finiti – soprattutto in quelli finiti non proprio benissimo – c'è ancora un forte sentimento.


Non scrivo questa lettera per mettere amarezza nel tuo cuore, ma per strapparla dal mio. Per il mio bene devo perdonarti. Sei venuto da me per conoscere il Piacere della vita e dell'arte. Forse sono destinato a insegnarti qualcosa di assai più splendido: il significato del Dolore e la sua bellezza - Oscar Wilde a Lord Alfred Douglas, soprannominato "Bosie".

È nell’umanità di questa lunga lettera – conosciuta come il De Profundis – che traspare il vero Wilde dietro la maschera di esteta che ci è ben nota. Scritta in prigione dopo che il padre di Bosie aveva accusato pubblicamente Wilde di essere omosessuale, la scrittura sembra svolgere una funzione terapeutica. Il suo sentimento ambivalente verso colui che è stato benedizione e condanna ci offre una concezione agrodolce dell’amore: parliamo piuttosto di disamore.


Non credo ci sia miglior modo di concludere se non con quella che è stata eletta la più bella lettera d'amore di tutti i tempi:


“Buon compleanno principessa, ormai siamo vecchi e ci siamo abituati l’uno all’altra. Leggiamo le nostre menti, sappiamo quello che l’altro vuole anche senza dirlo. A volte ci irritiamo anche un po’, ci diamo per scontati. Ma ogni tanto, come oggi, medito su questo e mi rendo conto di quanto sono fortunato a condividere la vita con te. Continui ad affascinarmi e ad ispirarmi. La tua influenza mi rende migliore. Sei l’oggetto del mio desiderio, la prima ragione della mia esistenza” - Johnny Cash a June Carter.

Questo augurio, nel suo toccante minimalismo, arriva diretto ai nostri cuori per essere espressione di quotidianità, verbalizzazione di un amore che si sedimenta nei nostri cuori senza che ce ne rendiamo conto, giorno dopo giorno; un amore che finisce per accompagnarci per tutta la vita dandoci la forza di superare qualsiasi ostacolo.


Articolo di Noemi Pagliardini

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