L'ISOLA DELL'ARTE | ARTE E ATTUALITA'

“Voglio collegare questo tipo di città con isole uniche e ricche di natura attraverso l'arte contemporanea [...] in tal modo, desidero favorire l'interazione reciproca tra aree urbane e rurali, anziani e giovani, uomini e donne, residenti e visitatori. Scoprendone le qualità, credo che entrambe le parti possano sviluppare una solida comprensione e accettazione reciproca".

Soichiro Fukutake, fondatore Benesse Art Site Naoshima


La voglia di viaggiare e scoprire nuovi luoghi di questo nostro vasto pianeta si fa ogni giorno più forte, ma la possibilità di farlo sembra ancora piuttosto lontana. Quel che è certo è che neanche una pandemia può impedirci di sognare e scoprire a distanza nuove destinazioni, pronte da inserire sulla lista dei desideri. E credo che un’isola dell’arte possa meritare un posto su questo nostro elenco.

Il sito è uno degli esempi più riusciti di dialogo tra arte contemporanea e natura, tra progettualità artistica e ambiente. Frutto del collezionismo privato o con una destinazione pubblica, le aree di questo genere prevedono che le opere d’arte vivano in un rispettoso rapporto con ciò che le circonda, arricchendolo di inaspettata bellezza e di nuovi significati.



Il Benesse Art Site, sull’isola di Naoshima in Giappone, è frutto di una collaborazione tra la Benesse Holdings Inc. e la Fukutake Foundation. A partire dagli anni ’90, per dare vita ad una serie di iniziative culturali e artistiche, il primo ideatore Tetsuhiko e poi il figlio Soichiro Fukutake, hanno scelto la cornice disponibile più difficile da dimenticare. La zucca a pois di Yayoi Kusama (installata nel 1994) fa da simbolo e bandiera sul pontile, accogliendo i visitatori che arrivano in traghetto. Regina di Instagram, è solo una delle moltissime opere ammirabili in questo luogo straordinario, perché tra le poche a poter essere fotografate. Quel che sappiamo, lo deduciamo dalle foto ufficiali e dalle testimonianze dirette; tutte dimostrano di quanto sia particolare, nella sua storia e nell’organizzazione, il caso di quest’isola. Destinata ad essere solo una delle tante nel Mare interno e a spopolarsi in favore delle megalopoli, Naoshima è rinata, grazie agli investimenti e alla fede nell’arte di Soichiro.


"Il nostro obiettivo fondamentale è quello di creare spazi significativi portando l'arte e l'architettura contemporanea in risonanza con la natura incontaminata dell’isola, un paesaggio con un ricco tessuto culturale e storico. Attraverso il contatto con l'arte e la natura, gli scenari e gli abitanti della regione […] cerchiamo di ispirare i visitatori a riflettere sul significato del motto di Benesse - del vivere bene. In tutte le nostre attività in corso, ci impegniamo a favorire un rapporto di crescita reciproca tra arte e territorio, puntando a dare un contributo positivo alle comunità locali".

Il sito comprende il Benesse House Museum, insieme museo e albergo, con una serie di edifici progettati ad hoc da Tadao Ando. Il Museo è sempre aperto al pubblico e contiene all’interno della collezione permanente installazioni site specific. Richard Long, Bruce Nauman, Jennifer Bartlett, sono solo alcuni dei grandi nomi esposti. Peculiarità del luogo è l’allestimento che non si limita al tradizionale spazio espositivo, ma invade quello circostante con terrazze, all’interno del giardino e nella spiaggia, rendendo labile il confine tra intervento artificiale e creazione naturale.


Sempre ad opera di Ando è stato costruito il Chichu Art Museum. Con la sua caratteristica struttura ipogea (chichu=sottoterra), rispetta la conformazione del terreno circostante, ricevendo comunque una gran quantità di luce, grazie alle intelligenti soluzioni architettoniche. Terminato nel 2004, il Museo espone in modo permanente Claude Monet, James Turrell e Walter De Maria, uno dei più celebri esponenti della Land Art . L’attenta cura nell’allestimento delle opere è evidente soprattutto per la perfetta integrazione con la struttura.

Walter de Maria, Time timeless no time, 2004

Il vicino Teshima Museum si contraddistingue per la scelta di un ingresso scenografico, costituito da una lunga scala murata che si sviluppa ai lati, così da impedire fino all’ultimo la vista del mare. L’effetto immersivo e di sorpresa è garantito. L’Art House Project è infine un progetto che si svolge nel distretto di Honmura e comprende sette case tradizionali giapponesi restaurate e valorizzate con l’intervento di artisti contemporanei, un tentativo riuscito di unire tradizione, natura e contemporaneità, abilità tipica della cultura giapponese. Iniziato nel 1999, è cresciuto con il passare del tempo. Anche le vecchie abitazioni dei pescatori, spesso in stato di abbandono, si vedono trasformate in quelle che oggi definiremmo installazioni artistiche, senza perdere la loro anima. Così l’antico santuario Edo Go’o Shrine, completamente immerso nel verde, è stato ristrutturato e integrato dalla mente di Hiroshi Sugimoto. Una scala di vetro unisce simbolicamente terra e cielo.


Naoshima e altre isole del Mare interno – Teshima, Inujima e Megijima – ospitano anche la Triennale del Mare interno richiamando molti visitatori, nuovi progetti e nuove opere. All’insegna del rispetto dello spazio naturale, con un’occhio al passato e uno al futuro, Naoshima continua ad arricchirsi e lo fa grazie alla profonda fiducia nel potere benefico dell’arte.


“Spero che questo possa aiutare a costruire una società con valori equilibrati, in grado di esaltare al meglio il ricco e vario arazzo culturale delle regioni. Vorrei proporre una nuova prospettiva sulla civilizzazione del XXI secolo — quella di usare ciò che esiste per creare ciò che deve essere— dal Mare interno fino al resto del mondo”.

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