INTERVISTA A EVA - I NOSTRI ARTISTI

Classe 1998, Eva Gusella è una giovane fotografa specializzata in ritrattistica, moda, beauty ed eventi. Nata a Vigevano il 31 maggio sotto il segno dei Gemelli, si descrive come una ragazza curiosa e sempre con la valigia in mano, per lei in ogni angolo può nascondersi una sorpresa.

Diplomatasi al Liceo Artistico Felice Casorati di Novara in Scenografia, nel 2018 continua il suo percorso di studi all'Accademia di Belle Arti Europea dei Media con indirizzo Fotografia e  Linguaggi Multimediali.

Tra le altre sue passioni principali troviamo il cinema e la lettura, che la accompagnano giorno dopo giorno nel suo percorso.

Non solo fotografa ma anche scrittrice.

Abbiamo avuto il piacere di conoscerla e di intervistarla, ora vogliamo farla conoscere anche a voi!


K: Allora Eva, a sei anni ti è stata regalata la tua prima macchina fotografica giocattolo, come ha fatto un oggetto così piccolo a scaturire un amore così grande? 

E: Penso che il mio amore per la fotografia, scorresse già nelle mie vene. Fu un regalo di mio zio paterno, lui era un informatore medico durante la settimana e un fotografo nel weekend. Sono sicura al 100% che volesse vedere la sua passione diventare il mio lavoro, diceva che avevo occhio: quando provava a mettermi in posa ero più interessata a fargli mille domande che a essere fotografata. E così, come dicono tutti, da cosa nasce cosa. Ricordo che quando andavo in gita con la scuola o in vacanza, vivevo quelle esperienze attraverso il mirino perché non potevo farne a meno, ero affascinata da quella magia: io potevo intrappolare tutto in un rullino, per sempre. E questo sentimento mi è rimasto tutt'ora ed è sempre più forte, la fotografia è uno strumento potentissimo e di grande impatto emotivo.


K: Ti descrivi una ragazza “con la valigia sempre in mano”, quanto significa per te, e per il tuo percorso artistico, viaggiare ?

E: Per me viaggiare è un po’ come respirare. Da quando ho scoperto il piacere di fare una valigia e partire ho conosciuto una nuova me, oltre che nuovi posti stupendi. In quarta liceo ho fatto una mezza follia e prenotato un last minute con una mia cara amica per Madrid, la mia prima vacanza seria da sola, e ho provato emozioni indescrivibili di cui non posso fare a meno. E proprio questo viaggio mi ha spinto indirettamente a mettercela tutta nella fotografia: quando sono tornata ho iniziato a scattare seriamente, come per magia, e a vedere anche i primi veri e propri risultati a livello artistico. Ho portato a termine anche il mio primo piccolo progetto, intitolato “Vita di Plastica” e realizzato con delle Barbie, e in quell'estate, grazie alle mie amiche a cui devo una fetta di tutto questo, ho creduto sempre di più in me stessa e in quello che creavo, sono state le mie migliori modelle.

Ora dai viaggi porto a casa sempre i colori e le emozioni, che provo poi a riprodurre sui set.



K: Tra tecnica e sentimento cosa prevale di più nelle tue fotografie ?

E: Dipende dal tipo di scatti che andrò ad affrontare e dalla richiesta del cliente. Posso però sicuramente dire che quando lavoro ai miei progetti personale, prevale il sentimento.


K: Qual’è la sfida di ogni scatto ?

E: Per me la sfida di ogni scatto è creare qualcosa di accattivante e non è sempre così semplice. Viviamo in un mondo costantemente bombardato di immagini: la tv, i manifesti per la strada, i Social Network di cui nessuno ormai può fare a meno… la competizione è sempre più alta e ho il terrore di finire in un angolo, sinceramente. Per questo lavoro su me stessa ogni giorno, spero di raggiungere i miei obbiettivi al più presto.


K: Da quello che abbiamo capito ogni tua foto nasconde una storia, bella o brutta che sia, qual è quella che ti è rimasta più impressa ?

E: Ai primi di ottobre mi sono trovata a dover scattare delle fotografie in collaborazione con un brand di gioielli e come modella ho scelto Gaya, una ragazza della città in cui studio. I suoi occhi parlano e quel giorno mi hanno raccontato tanto: è davvero una persona forte, una lottatrice. Lei mi rimarrà per sempre nel cuore, le auguro il meglio e di poter realizzare ogni suo sogno.



K: Credi che in qualche modo quelle storie raccontino anche un pò la tua ?

E: Assolutamente, nella maggior parte delle mie fotografie c’è una parte di me. Sono una persona molto malinconica e questa cosa traspare in ogni mio scatto, ad esempio, me lo dicono davvero tutti e non so se sia un bene o un male. Non riesco davvero a portare sulle mie piattaforme scatti spensierati ed allegri: ci ho provato ma il risultato era sempre insoddisfacente.


K: Perché fotografare proprio le persone ?

E: Ho scelto le persone perché le vite altrui sono sempre stata la mia piccola ossessione. Fin da piccola volevo sempre sapere tutto di tutti, li osservavo attentamente e mi allenavo a ricordare i loro volti. Oggi mi basta un secondo per venire colpita da qualcuno per la strada, ad esempio, e difficilmente dimenticherò la sua fisiognomica, com’era vestita quella persona, come camminava, cosa stava facendo… le persone mi colpiscono.


K: Tra i tuoi scatti, qual’è quello a cui ti senti più affezionata ?

E: Sicuramente “Il tuo corpo”. Penso che sia la mia fotografia migliore per la sua luce e la sua armonia e poi ha un grande valore affettivo per me: ritrae la persona che amo e con cui condivido gran parte delle mie passioni, Luca è una persona fondamentale anche nella mia arte.



K: C’è qualcuno a cui ti ispiri particolarmente per le tue fotografie ? 

E: Mi ispiro molto ai lavori di Guy Bourdin e Helmut Newton e cerco di portare il loro lavoro al

contemporaneo. Un giorno vorrei davvero arrivare ai loro livelli, sono i miei idoli.


K: Tutti noi affrontiamo una fase in cui ci chiediamo “Cosa sto facendo”, dove ci sentiamo un pò persi. Hai mai affrontato, durante questo tuo percorso, un momento in  cui hai pensato di buttare tutto all’aria? 

E: Ad essere sincera, mi capita spesso ma si tratta di cose di un attimo. Il momento più buio l’ho avuto l’estate passata, prima di partire per il Marocco. Infatti mi sono fermata per un mese circa e mi ha fatto davvero bene: sono una persona che ogni tanto deve staccare la spina e in quei mesi avevo lavorato molto, non per me stessa e ne ho risentito. Poi le solite cose insomma, “Sto facendo davvero bene?”, “Tutti questi sacrifici ne varranno la pena?”, “Ce la farò?”, “È stata la scelta giusta anche a livello universitario?” … . Non è stato un momento facile ed ero piuttosto giù di tono, però eccomi qui, più felice che mai.


K: Cosa ti ha spinto a cambiare idea e a capire che la fotografia è davvero la tua strada ? Ti ha fortificato come persona e artista avere dubbi?

E: Mi sono guardata allo specchio e mi sono detta “Ho solo 21 anni e sono già sulla mia strada, sono fortunata e non posso buttare tutto all’aria. La fotografia è il mio amore più grande e alla fine le storie d’amore sono così: alti e bassi e per superare i bassi un amore va coltivato, sempre”.

Ad essere sincera non sono questi dubbi ad avermi fortificato ma altre esperienze passate: ho perso mia nonna nel 2017 nel giro di qualche settimana e ho capito che non va sprecato nemmeno un secondo della nostra vita. E per non sprecarlo bisogna combattere. Inoltre non sono mai stata una persona molto propensa alla vita sociale e ho sempre avuto un carattere particolare, la fotografia mi ha dato un luogo sicuro dove rifugiarmi quando mi sentivo sola e mi ha permesso di aprirmi anche di più. Non potrei mai lasciare perdere.


K: Se dovessi usare una parola per racchiudere il tuo fare fotografia, quale sceglieresti ? 

E: Passionale, come sono io, alla fine.


K: Ci hai raccontato che tra le tue passioni c’è il cinema e la letteratura. Come esprimeresti queste tue passioni nei tuoi scatti?

E: Cinema e letteratura nei miei scatti sono sempre il punto di partenza. La letteratura è l’osso, la struttura, prima di scattare scrivo sempre le mie idee o mi invento vere e proprie storie, come sto facendo in questi giorni per un mio progetto molto particolare. Spesso mi ispiro anche ad alcuni personaggi della letteratura, nel 2018 ho scattato delle foto ispirate a Narciso, ad esempio.

Il cinema è presente nelle luci, nelle ombre, nei colori, nelle pose, nel trucco… ad ottobre ho realizzato un piccolo set con una mia amica ispirandomi al film “Malèna” di Tornatore. Mentre in “Ophelia”, oltre a riprendere il mito, ho ripreso la famosa scena di Melancholia, dove Kirsten Dunst si lascia portare via dalla corrente, nel suo abito bianco.



K: Se potessi parlare con un personaggio della letteratura chi sarebbe ?

E: Con un personaggio inteso come scrittore, direi assolutamente Francis Scott Fitzgerald, vivrei dentro ad un suo libro e lo ammiro molto per il riscatto sociale che è riuscito ad avere grazie alla sua arte.

Invece per quanto riguarda un personaggio inteso come protagonista, direi Dorian Gray, mi ha sempre terribilmente affascinato: ha una psicologia davvero particolare.


K: Perche?

E: Da bambina ho scritto un libro intero, mai pubblicato anche perché ho perso il file e insomma, non mi sentivo all’altezza. Era il mio alter ego che salvava gatti e combinava disastri in giro per la città, la storia della mia vita insomma.


K: Quando ci siamo conosciuti ci hai detto che sei una scrittrice, scrivi poesie o racconti? 

E: Ora scrivo più che altro pensieri e racconti su cui baso i miei set. Non nego che un giorno mi piacerebbe

avere il tempo di scrivere un piccolo libro o diventare sceneggiatrice e/o regista.


K: Hai qualcosa da mostrarci? 

E: Ho due nuove cose da mostrarvi! Delle fotografie da un set realizzato qualche giorno fa che per me sono state una boccata d’aria fresca e un canale di “sfogo”, e la sinossi del mio nuovo progetto, a cui accennavo qualche risposta fa.

Per quanto riguarda queste nuove fotografie: sono ispirate al bianco e nero di Helmut Newton, molto contrastato, forte. Vi allego la mia preferita, “L’amore immeritato”. Mi piace il fatto che lui non sia nessuno, che non abbia volto ed identità e che ci sia qualcuno ad osservarli ma di quel qualcuno non si sa nulla: vediamo solo una nuda nuca. L’abbiamo pensata io e la modella in un’oretta.

Per quanto riguarda la famosa sinossi, buona lettura!

“Claudio e Monica si rincontrano dopo molti anni, nel maggio del ’69, in una mattina splendente dopo

settimane di pioggia. Lei irrequieta e terribilmente romantica, lui calmo e razionale, tra incontri al chiaro di

luna e corse per le vie della città si innamoreranno al cadere delle foglie, dopo un’estate indimenticabile,

affrontando la sfida più grande: crescere.


K: Una domanda che teniamo a fare ai giovani artisti che vivono in questo mondo colmo di arte è “Quante opportunità hanno i ragazzi di oggi per emergere e mostrare la propria arte? Quante difficoltà ci sono?”

E: I ragazzi al giorno d’oggi hanno molte opportunità online: Instagram, piattaforme dove si possono creare in semplici passaggi dei siti da usare come portfolio, piattaforme come Kavyar, Photovogue, Behance e magazine, come il vostro. Tuttavia credo che internet alieni in qualche modo l’arte: non ci sono molte opportunità e realtà fisiche che ci permettano di esporre i nostri lavori gratuitamente o con piccoli prezzi. Un tempo era più facile creare una personale e quindi farsi conoscere realmente, face to face, che è sempre la cosa più importante, lo vedo anche nel mio lavoro appena avviato: ricevo più lavori da persone che sanno chi sono fisicamente e che mi hanno già incontrata.

Sarebbe bello poter usufruire a Milano, Novara, Torino e anche nella mia città, Vigevano, che trasuda arte da ogni angolo del centro storico, di un posto così, dove i lavori di noi giovani artisti vengono esposti, scrutati, acquistati, apprezzati dal pubblico e dal vivo. È davvero difficile poter essere un individuo fisico nell'ambito artistico, oggi.


K: Per concludere, cose ti aspetti per gli anni futuri ? Hai già qualche progetto ? Un sogno nel cassetto ?

E: Vorrei laurearmi il prima possibile, spero già tra ottobre e dicembre 2021, una volta finiti gli esami del terzo anno, per potermi buttare a pieno nel mondo del lavoro e poter guadagnare così qualcosa da investire in un master: mi piacerebbe farlo nell'ambito cinema o pubblicità.

Poi vorrei anche realizzare la mia prima personale, ci tengo davvero molto, aprire un mio studio vero e proprio, con una bella insegna luminosa rossa, alla Nadar, e andare a vivere per conto mio.

Il mio sogno nel cassetto? Lavorare nel mondo del cinema come direttrice della fotografia o nel mondo ADV come art director e in parallelo possedere un atelier dove fotografi, scenografi, makeup-artists e stylists possano lavorare contemporaneamente e in un bel team.


K:Grazie mille per il tuo tempo !

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