Harry Clarke | 2 minuti di...

L'illustratore irlandese Harry Clarke è noto per essere stato uno dei principali artisti del movimento Irish Arts & Crafts Movement di fine 1800, e una delle figure più eminenti della Golden Age of Illustration.


Una tra le prime commissioni realizzate fu una serie di illustrazioni per l’opera Hans Christian Andersen’s Fairy Tales di Hans Christian Andersen. Ammirando i suoi lavori ci immergiamo in un’atmosfera suggestiva, a tratti ancestrale, accompagnata dalla lettura delle relative fiabe. Non c’è illustrazione che non sia ricca di dettagli e un uso magistrale del colore e del chiaroscuro.



Successivamente, Clarke illustrò I Racconti del Mistero e dell’Immaginazione dello scrittore statunitense Edgar Allan Poe, che diede alla sua arte una notevole visibilità. Poe è celebre per i suoi capolavori di letteratura dell’orrore, racconti polizieschi e gialli psicologici. Per Clarke non è stato difficile dare forma ai personaggi ideati dallo scrittore, cogliendo l’aura di mistero e angoscia trasudante dai suoi scritti, in quanto il suo stile si incastra perfettamente con i generi letterari in questione.




Clarke è stato chiamato ad illustrare anche Le Fiabe di Charles Perrault e il Faust di Goethe. Quest’ultimo è il suo lavoro più celebre ed è considerato un precursore dell’estetica della psichedelica che invaderà gli anni ‘60.




Come se non bastasse, l’illustratore irlandese è famoso anche per le sue vetrate, nelle quale si possono ritrovare i tratti spessi che caratterizzano gli altri suoi lavori. Con l’aiuto del fratello, ha prodotto sia vetrate religiose sia laiche, “modernizzando” un’arte medievale. Tra questa serie, la più conosciuta è quella del Bewley's Café di Dublino.


Harry Clarke non è stato un illustratore tra tanti: il suo stile rimane inconfondibile e il contributo apportato al mondo letterario e architettonico, incommensurabile.

Morto per problemi di salute, nel 1931 lascia una patria addolorata che nel 2019 ribattezza un ponte Harry Clarke Bridge in suo onore.

Articolo di Noemi Pagliardini

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