FRIDA TI PRESENTO ORIANA | NELL'ARTE

Uno specchio montato sul letto a baldacchino per poter vedere il suo riflesso e dipingere. Una penna, un taccuino per annotare i fatti di cronaca fiorentina ed apparire nelle pagine del “Mattino dell’Italia Centrale”.

L’inizio di due grandi storie. Pennello e macchina da scrivere sono le prime coraggiose armi di donne straordinarie.


Frida Kahlo nacque nel 1907 a Coyoacan e fu suo padre Guglielmo uno dei primi sostenitori del suo talento artistico. Temperamento forte, difficile e battagliera. Ebbe come primordiale conoscenza il dolore, tramutato molto presto in forza devastane e travolgente.





Qualche settimana prima del suo ventiduesimo compleanno, a Firenze nasceva Oriana Fallaci. Figlia di anti fascisti, Edoardo e Tosca, si misurò fin da bambina con il coraggio, quando pedalava per le strade della sua città assediata portando messaggi e munizioni.








Furono ragazze decise, sicure e donne autoritarie, capaci di stare sole o accanto a qualcuno, mai con chiunque. Due vite guidate da una rabbiosa ma lucida volontà di affermazione, di emancipazione. Volevano essere trattate come professioniste, pittrice e scrittore, al pari di colleghi scettici o fintamente incapaci di riconoscere il loro immenso talento.


Amarono profondamente. Frida dedicò la sua esistenza a colui che definì il secondo incidente nella vita, il pittore muralista Diego Rivera.

Oriana visse amori forti, puri come la relazione con Alexos Panagulis, scomparso in un presunto incidente stradale. Il loro più grande amore fu la vita.

L'amarono affannosamente, odiando ogni sua negazione, come la malattia.

Il corpo di Frida divenne la tela dipinta da un destino crudele, da un dolore lancinante ed insopportabile. Il corpo di Oriana divenne casa, dimora del male, l’alieno, che aveva già ucciso sua sorella, sua madre e suo padre.

Quello che è certo, è che nonostante il loro tempo fosse quasi terminato, forzarono il destino, irridendo la malattia e strappando al fato anni intensi di arte e vita.

Mai con timore e vergogna.



A distanza di anni, osservare i quadri di Frida, leggere un libro, un articolo di Oriana è far rivivere donne emancipate, libere e liberatrice di un mondo ingiusto. Donne importanti, dallo sguardo tagliente, dalla presenza catalizzante, adorate, talvolta vittime di incomprensioni superficiali.

Mentre il mondo artistico dipingeva e scriveva, Frida e Oriana imparavano a spogliare la verità, a ritrarla o catturarla in un insieme sapiente e sublime di parole.

Oriana avrebbe dovuto intervistare Frida. Noi dovremmo ereditare il loro coraggio e le lotte combattute con testa e arte.


Coyoacan e Firenze sono città molto distanti. Eppure due vite parallele, mai vicine, hanno accorciato i chilometri che separano il Messico dall'Italia e la paura dal coraggio.


Articolo di Martina Cambareri

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