“ABBIA CURA DI SÉ” | NELL’ARTE

Centosette le donne chiamate a rispondere a un invito promosso da un'amica, una conoscente ferita.


Sophie Calle fotografa, scrittrice, artista parigina, in occasione della Biennale di Venezia del 2007 presenta l’opera Prenez soin de vous, un autoritratto scomposto.

Dopo aver ricevuto un’e-mail che le annunciava la fine di un rapporto, l’artista decise di non rispondere, di offrire quest’occasione a diverse donne, nella speranza che potessero loro metabolizzare e reagire alla rottura.

Voci, immagini, video compongono l’istallazione sviluppata in piccoli schermi. Alle attrici, scrittrici, filosofe scelte seguendo il criterio della professione, quindi capaci di interpretare e comprendere le parole fu chiesto di rileggere le righe dichiaranti l’abbandono.

Il filo rosso tra e-mail ed opera risiede nell'augurio conclusivo che l’uomo dispensa alla donna:” Abbia cura di sé”, punto di partenza della reazione della Calle e della raggiunta consapevolezza del bisogno di ottenere risposte da altre.




Come fosse un esercizio di psicanalisi collettivo, le righe scritte da quell'uomo diventano l'occasione di interrogarsi sul senso dell’amore, dell’abbandono.

La relazione conclusa si scontra con centosette reazioni.

Nelle loro case le donne rileggono le parole, arricchendole, decorandole con emozioni, sensazioni, commenti personali facendo di una storia, la loro storia. L’abbandono viene, talvolta, depotenziato dall'ironia attraverso la quale le voci ed i gesti delle lettrici ripercorrono l’e-mail.


La sua vita privata, caratteristica comune nel suo percorso artistico, viene messa in scena e si confronta irrimediabilmente con la dimensione pubblica.

L’artista non mette da parte se stessa per altre, la sua presenza non è eclissata, resta ancorata al senso della storia e al percorso creativo messo in atto.


Un manifesto, un elogio alla reazione, al sentirsi protagonisti di un frammento di vita personale, accettandolo come avvenimento universale.

Spesso per essere in grado di capirci abbiamo bisogno di regalare i nostri pezzi intimi e privati ad altri e di aspettare che ci vengano restituiti, ordinati.

Abbiate cura di voi.

Articolo di Martina Cambareri


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